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Le pensioni dei parlamentari

Cari amici:

il giorno 21 settembre, nel silenzio quasi generalizzato dei media, un’ordine del giorno per diminuire la pensione dei parlamentari è stato bocciato dalla Camera dei Deputati con incredibile maggioranza bipartisan: 22 sì, 498 no! Salvo il gruppetto dell’IdV, tutti gli altri hanno respinto la mozione. Cliccando qui troverete la scelta di voto di ogni singolo parlamentare.

I parlamentari sono gli unici ‘dipendenti’ a poter scegliere il proprio stipendio e annessi emolumenti. Nessuna li controlla e quindi fanno come vogliono. Sarebbe sufficiente una piccola riforma costituzionale che stabilisca il seguente principio: lo stipendio del parlamentare della Repubblica è allineato in modo inderogabile allo stipendio medio del paese, così come calcolato annualmente dall’Istat. Infatti, i parlamentari non dovrebbero guadagnare né un euro di più né uno di meno del lavoratore medio. Se gli stipendi degli italiani vanno giù, allora scende anche l’indennità parlamentare. Se invece vanno su, allora in parlamentari si ritroveranno qualche euro extra in tasca. Così, forse, pur di veder crescere il proprio stipendio farebbero il possibile per aiutare i lavoratori italiani a guadagnare un salario più dignitoso (sempre che non decidano,  furbescamente, di taroccare le statistiche!).

I lavoratori italiani sono tra i più sottopagati d’Europa mentre i nostri parlamentari si aggiudicano lo stipendio più alto del continente. Ma, come ripetiamo ormai da tempo, i cittadini che non controllano si beccano la classe politica che si meritano. In Inghilterra, buona parte dei politici che avevano abusato dei rimborsi l’anno scorso si è dimessa tra il furore popolare. In un altro paese, saremmo già scesi tutti in piazza ed avremmo circondato il Parlamento rifiutando, pacificamente, di andarcene fino a che i parlamentari non abbiano votato una legge ‘anti casta’ degna di questo nome. In un altro paese. E in Italia?

Un articolo sullo stato in cui ci troviamo

di Giuseppe, pensionato ‘non in pensione’

E’ apparso alcuni giorni fa sul sito “Come Don Chisciotte” un articolo di Marino Badiale e Massimo Bontempelli intitolato LETTERA DAL FONDO DELLO SFACELO. Ovviamente questo è un invito a leggerlo integralmente da questo link:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6840

Tuttavia, a titolo di sintesi dell’importanza che ho rilevato in questo articolo mi preme riportare alcuni brani che spero stimolino la lettura completa.

…di questo sfacelo, effetto di un meccanismo economico esclusivamente volto al massimo profitto di breve periodo, è responsabile in prima battuta l’attuale casta politica, che è la facilitatrice di quel meccanismo, e che dimostra, nella sua interezza, di disinteressarsi sia dello stato drammatico del paese sia della crisi economica, e di essere unicamente interessata ai propri interni e interminabili giochi e controgiochi di potere.

… se la casta berlusconiana è l’espressione di quanto di peggio c’è in Italia, il restante arco politico, dal centro alla cosiddetta sinistra radicale, contribuisce a generare quel peggio. Il ceto politico di centro, centro-sinistra e sinistra non si preoccupa infatti minimamente di fare qualcosa contro lo sfacelo del paese, non dà mai ascolto al mondo esterno alla casta politica, fa prendere le decisioni riguardanti la vita collettiva a burocrati di partito emersi da squallidi giochi di potere, agisce soltanto sulla base di opportunistiche motivazioni di breve periodo.

… Pensare di liberarsi del settore peggiore della casta votando quello meno peggiore (o che in un certo momento appare tale, magari solo perché è all’opposizione), è quindi, nella migliore delle ipotesi, un’autoillusione politicamente poco intelligente, e deplorevole per i danni che contribuisce ad arrecare all’Italia. La scelta del male minore, infatti, risulta, in questa fase storica e rispetto a questa casta politica, la via che alimenta e rende vincente il male maggiore, perché non corregge minimamente la tendenza storica al continuo peggioramento della realtà sociale, tendenza a cui l’intera casta politica è omogenea.

La storia recentissima lo rivela nella maniera più evidente a chi abbia l’onestà di ricordarla per quello che è stata. Berlusconi, vinte le elezioni nel 2001, ha governato nella maniera più rovinosa per il paese fino al 2006, ma cominciando a perdere vistosamente consensi a partire dal 2004.

E’ sembrato quindi relativamente facile e molto ragionevole, all’opinione pubblica antiberlusconiana, cacciarlo definitivamente votando per la coalizione di centro-sinistra guidata da Prodi.

… Il governo Prodi non ha fatto nulla per ristabilire in Italia un minimo principio di legalità, e basti menzionare a questo proposito, per evitare un discorso di dettaglio che sarebbe lunghissimo, Mastella nominato ministro della Giustizia, DeGennaro commissario straordinario per la Campania, Pollari consulente governativo, Pomicino nella commissione antimafia, e l’indulto esteso ai reati di corruzione.

Il risultato è che, ad un popolo sempre più degradato, la grigia realtà di Prodi ha fatto dimenticare una disaffezione a suo tempo iniziata verso Berlusconi, ed ha reso preferibili le illusioni vendute dal grande illusionista mediatico.

… l’Italia è oppressa dal regime di una casta politica che sta portando il paese allo sfacelo …

… alle prossime elezioni regionali, … occorre cercare di capire quale sia il modo migliore per danneggiare il più possibile la casta stessa. L’astensionismo sarà una scelta obbligata dovunque non siano in campo che le liste della casta: PDL e alleati, UDC, PD e alleati, sinistra. Meglio sarà, laddove siano presenti, il voto per liste che diano sicure garanzie di contrapposizione alla totalità della casta. In quest’ultimo caso non bisogna dare troppo peso al fatto che i programmi di tali liste presentino contenuti non condivisibili, perché se davvero esse rifiutano ogni contiguità con la totalità della casta non avranno la possibilità di attuare i loro programmi.

Da un punto di vista di ControlloCittadino però è bene tenere presente che qualsiasi nuova forza politica, se acquisisce un determinante spazio di potere, subirà la corruzione tipica da casta, per cui l’obiettivo a cui puntare è di generare una rete di cittadini consapevolmente controllori che si organizzano per mantenere sempre attivo lo stato di vigilanza.
La mia visione è che il cosiddetto diritto di voto non termina una volta dato, ma il senso ampio del termine diritto a mio avviso si estende al controllo di coloro che il potere di quel voto hanno avuto in gestione perché ne facciano un uso appropriato.

Per questo è necessario che i cittadini li controllino. Ne abbiamo diritto – dovere.

Con la Politica e con i politici…non lasciamoli da soli

Di Daniele

“…Istituzioni senza cittadini decidono. E noi? Cittadini senza istituzioni subiamo”. È questa l’amara riflessione che emerge e non solo nei testi di Ferdinando Pozzati Piva, divulgati in Assemblea nei luoghi di Piazza Maggiore [Lo sgabellino]. Quante urla di silenzio per chi vuole e sa ascoltare, segnano una crisi che in mancanza, non riguarda la “sostanza” del solo capitale.

Come invero “non esiste democrazia senza controllo”, recita il sottotitolo dell’Associazione, in sentita necessità: “Non esiste democrazia senza partecipazione”. Controllare l’operato del Consiglio come dei Consiglieri, è una fatica che se anche dovrebbe spettare ai professionisti della comunicazione, è per me un dire come un fare che reclama la vitalità della politica e non l’impotenza delle istituzioni.

Se dunque vogliamo dare un senso all’arte che della Politica è la buona amministrazione, la vera ricchezza non la si trova nella povertà dello Stato come nel lusso delle Private Società. Nel “sapere” che della Pubblica Amministrazione è il potere ed il dovere di coinvolgere non escludere, di promuovere non negare, di aprire non chiudere, risiede forse la soluzione che in ricchezza come in potenzialità, di ogni Città è la necessaria e responsabile “presenza/partecipazione” dei suoi cittadini.

Se di per certo poco mi si addice il termine di “controllore”, nel voler guardare alla Politica con la “P” maiuscola, nella ricerca del miglior modo di vivere e in dialettico socratico pensiero: “Nessuno può liberarsi o compiere qualcosa di buono nel chiuso recinto della propria individualità”. E poiché il “filosofare” – politicamente parlando – è un processo che avviene fra individui, auspico tra Cittadini e Consiglieri la nascita di un rapporto che in “amicizia”, nel parafrasare Platone, non può che conseguire se non da un “comune orientamento verso l’Idea stessa del pubblico bene”.

Guardiamo in questo e favorevolmente alla rinnovata disponibilità del Consigliere Paolo Natali di personalmente prodigarsi nel far sì che almeno gli “Atti del Consiglio”, possano essere pubblicamente e facilmente accessibili. Non in opposizione ma in partecipazione, è questo un positivo inizio a cui teniamo e vogliamo dar seguito… non si vive di solo “controllo”…

Piovono pietre

di Alba, cittadina.

Cara opposizione, mi piacerebbe molto che voi,anziché prostrarvi in parole di circostanza,cercaste di capire cosa può indurre un uomo considerato “psicolabile” ad un gesto di violenza.
Io personalmente, da un po’ di tempo vivo con grande frustrazione questo clima, soprattutto per le ingiustizie che questo paese sta vivendo sulla pelle di molti cittadini. Però se paradossalmente dovessi scegliere un bersaglio, questo bersaglio sareste voi dell’opposizione.

In effetti da molti anni avete smesso di fare politica, tale e quale la destra. Ne parlate, ci girate intorno, apparite, litigate, vi riappacificate ma in quanto a strategie il nulla. Davanti alle immense problematiche, non andate alle cause , ne curate gli effetti a colpi di leggi e proibizioni, esattamente come la destra.
E’ dal 1994 che vi accordate con la destra, come dimostra il filmato di Violante alla Camera.

Una domanda sorge spontanea : perché ? Tutto ormai avviene tra di voi, anche a Bologna, il Sindaco di “sinistra”ci nega informazioni sulle cose fondamentali che accadono, si stabiliscono accordi con SPA e cooperative su acqua, aria, territorio, si centralizzano ospedali, subdolamente si toglie welfare soprattutto alle fasce medie, ed il trend è questo in tutto il mondo,le disuguaglianze sociali aumentano grazie alla politica dissennata. Lotte tra di voi, lotte di potere, se il denaro e le merci valgono più degli uomini, niente è più possibile. La democrazia è una parola, un guscio vuoto.

L’attentatore nelle poche frasi trapelate è stato chiarissimo, IO NON SONO NULLA, NON SONO NESSUNO. E’ quello che sentiamo e proviamo quando andiamo inutilmente a votare persone che non scegliamo, quando ci sentiamo manipolati attraverso l’informazione, quando non possiamo fare nulla per un ragazzo di nome Stefano Cucchi, che è stato picchiato da persone in uniforme e non da uno psicolabile.

La tracotanza del premier, il nulla della sinistra,la volgarità della lega tutta, l’anacronismo dell’estrema destra, le discriminazioni di sesso, orientamento religioso, colore della pelle, sono pietre che piovono ogni giorno dentro le nostre case , sui nostri bambini, nelle conversazioni. Noi da molti anni dobbiamo subire questa pioggia di pietre, che volete che sia una miniatura Gotica!