di Giuseppe, pensionato ‘non in pensione’
E’ apparso alcuni giorni fa sul sito “Come Don Chisciotte” un articolo di Marino Badiale e Massimo Bontempelli intitolato LETTERA DAL FONDO DELLO SFACELO. Ovviamente questo è un invito a leggerlo integralmente da questo link:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6840
Tuttavia, a titolo di sintesi dell’importanza che ho rilevato in questo articolo mi preme riportare alcuni brani che spero stimolino la lettura completa.
…di questo sfacelo, effetto di un meccanismo economico esclusivamente volto al massimo profitto di breve periodo, è responsabile in prima battuta l’attuale casta politica, che è la facilitatrice di quel meccanismo, e che dimostra, nella sua interezza, di disinteressarsi sia dello stato drammatico del paese sia della crisi economica, e di essere unicamente interessata ai propri interni e interminabili giochi e controgiochi di potere.
… se la casta berlusconiana è l’espressione di quanto di peggio c’è in Italia, il restante arco politico, dal centro alla cosiddetta sinistra radicale, contribuisce a generare quel peggio. Il ceto politico di centro, centro-sinistra e sinistra non si preoccupa infatti minimamente di fare qualcosa contro lo sfacelo del paese, non dà mai ascolto al mondo esterno alla casta politica, fa prendere le decisioni riguardanti la vita collettiva a burocrati di partito emersi da squallidi giochi di potere, agisce soltanto sulla base di opportunistiche motivazioni di breve periodo.
… Pensare di liberarsi del settore peggiore della casta votando quello meno peggiore (o che in un certo momento appare tale, magari solo perché è all’opposizione), è quindi, nella migliore delle ipotesi, un’autoillusione politicamente poco intelligente, e deplorevole per i danni che contribuisce ad arrecare all’Italia. La scelta del male minore, infatti, risulta, in questa fase storica e rispetto a questa casta politica, la via che alimenta e rende vincente il male maggiore, perché non corregge minimamente la tendenza storica al continuo peggioramento della realtà sociale, tendenza a cui l’intera casta politica è omogenea.
La storia recentissima lo rivela nella maniera più evidente a chi abbia l’onestà di ricordarla per quello che è stata. Berlusconi, vinte le elezioni nel 2001, ha governato nella maniera più rovinosa per il paese fino al 2006, ma cominciando a perdere vistosamente consensi a partire dal 2004.
E’ sembrato quindi relativamente facile e molto ragionevole, all’opinione pubblica antiberlusconiana, cacciarlo definitivamente votando per la coalizione di centro-sinistra guidata da Prodi.
… Il governo Prodi non ha fatto nulla per ristabilire in Italia un minimo principio di legalità, e basti menzionare a questo proposito, per evitare un discorso di dettaglio che sarebbe lunghissimo, Mastella nominato ministro della Giustizia, DeGennaro commissario straordinario per la Campania, Pollari consulente governativo, Pomicino nella commissione antimafia, e l’indulto esteso ai reati di corruzione.
Il risultato è che, ad un popolo sempre più degradato, la grigia realtà di Prodi ha fatto dimenticare una disaffezione a suo tempo iniziata verso Berlusconi, ed ha reso preferibili le illusioni vendute dal grande illusionista mediatico.
… l’Italia è oppressa dal regime di una casta politica che sta portando il paese allo sfacelo …
… alle prossime elezioni regionali, … occorre cercare di capire quale sia il modo migliore per danneggiare il più possibile la casta stessa. L’astensionismo sarà una scelta obbligata dovunque non siano in campo che le liste della casta: PDL e alleati, UDC, PD e alleati, sinistra. Meglio sarà, laddove siano presenti, il voto per liste che diano sicure garanzie di contrapposizione alla totalità della casta. In quest’ultimo caso non bisogna dare troppo peso al fatto che i programmi di tali liste presentino contenuti non condivisibili, perché se davvero esse rifiutano ogni contiguità con la totalità della casta non avranno la possibilità di attuare i loro programmi.
Da un punto di vista di ControlloCittadino però è bene tenere presente che qualsiasi nuova forza politica, se acquisisce un determinante spazio di potere, subirà la corruzione tipica da casta, per cui l’obiettivo a cui puntare è di generare una rete di cittadini consapevolmente controllori che si organizzano per mantenere sempre attivo lo stato di vigilanza.
La mia visione è che il cosiddetto diritto di voto non termina una volta dato, ma il senso ampio del termine diritto a mio avviso si estende al controllo di coloro che il potere di quel voto hanno avuto in gestione perché ne facciano un uso appropriato.
Per questo è necessario che i cittadini li controllino. Ne abbiamo diritto – dovere.