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Trenitalia e il paese bloccato

di Lorenzo

Pochi giorni fa, mi é stato confermato dal personale di Trenitalia che tutte le tariffe dei treni a lunga percorrenza sono aumentate a seguito dell´introduzione del servizio di alta velocitá. Ora prendere un Eurostar in Italia costa praticamente quanto prenderne uno in Germania. Con la piccola differenza che in Germania lo stipendio medio é tre volte quello italiano ed i treni sono puliti, relativamente puntuali e privi di barriere architettoniche (provate a montare su un treno italiano con una sedia a rotelle e vedrete che incubo!). La cosa piú simpatica riguarda i rimborsi. Prima dell´alta velocitá, ti rimborsavano il supplemento se il treno arrivava con 30 minuti di ritardo. Ora, che abbiamo l´alta velocitá, rimborsano solo dopo 1 ora di ritardo!

Il Leonardo Express, il treno fatiscente che collega la stazione Termini di Roma all´aeroporto di Fiumicino é arrivato alla fatidica cifra di 14 euro per una corsa di 25 minuti, regolarmente in ritardo. Infine, i treni regionali: completamente inaffidabili, lerci e puzzolenti. Quando mi vengono a trovare amici stranieri mi vergogno di prendere il treno con loro. Non ci possono credere che io viaggi su quel treno schifoso per andare a lavorare.

Ricordatevi il nome di Mauro Moretti, amministratore delegato di Trenitalia, e corresponsabile (insieme a chi l´ha preceduto)  di questo schifo in cui ci troviamo. Ricordatevelo perché presto i nostri politici lo ricompenseranno con un posto di governo. Grazie per il suo ottimo lavoro!

Qualche settimana fa un pendolare ligure si é disteso sui binari bloccando l´ennesimo treno in ritardo. Non ce la faceva piú a sopportare lo scempio. Gli altri passeggeri hanno applaudito ed ora é diventato un eroe su Facebook.

E se lo facessimo tutti? Se bloccassimo questo paese una volta per tutte?

IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

di Alba

Il caso della nuova sede del Comune di Bologna è emblematico dei nostri tempi.

L’edificio è energeticamente inefficiente e quindi eccessivamente energivoro, i sistemi di filtraggio dell’aria non consentono un ambiente salubre, le persone che vi “soggiornano” si ammalano.

Sarebbe sufficiente questo per mandare a casa  un po’ di gente incapace che ha progettato, valutato, finanziato, approvato, sostenuto e osannato.  Mi è indispensabile ricordare che quella edilizia la paghiamo noi cittadini sia in termini economici che ambientali.

Questa protesta non può che trovar posto on line, perché la stampa locale è volta a coprire e a minimizzare comunque ciò che metterebbe in imbarazzo i responsabili. La gestione degli scandali è gestita ad opera loro. Cosa facciamo sapere ai cittadini oggi?

Sul quotidiano Repubblica (locale) il 19 marzo leggo che a proposito dell’edificio in questione  è necessario bonificare la sede in tre mesi ed è stato nominato un gruppo tecnico per risolvere i problemi. Questa “pattuglia di esperti” (riporto testualmente) sono sempre le stesse persone che hanno partecipato allo sfascio del parco di via Battaglia.

Negli incontri tra esperti e comitato di cittadini ho sentito varie amenità da una pattuglia di esperti. Ad esempio sulle questioni di sicurezza, e ambiente. Di fronte a proteste volte a difendere un patrimonio verde sacrificato per farne parcheggi, riporto:

*“Pur con tutti i suoi alberi, i giardini Margherita sono il luogo più inquinato di Bologna” (l’agronomo)

*“Porteremo a dimora nuovi alberi privi di allergeni” (giardiniere)

*“Bisogna rispettare gli standard di sicurezza” (direttore dei lavori)

*“Anche gli abitanti della zona vedranno una rivalutazione delle loro abitazioni” (un consigliere)

Così solo per far comprendere e creare un po’ di dibattito voglio argomentare queste affermazioni.

*Il luogo inquinato è la città,  il verde che lo filtra ne subisce il danno.

*La proliferazione delle allergie così dette da fieno aumentano nella stessa misura con cui diminuiscono le varietà di piante. La biodiversità è la soluzione.

*Si crea la criticità ed il traffico, dopo si applicano le norme di sicurezza.

*Il Bene Comune viene ignorato e il cittadino manipolato allettandolo con l’idea del profitto.

Come è pensabile che questi signori possano trovare  soluzioni?

Stiamo vivendo un momento in cui le amministrazioni si stanno organizzando per eludere controlli e ingerenze dei comitati e delle associazioni di cittadini.

Una finta democrazia ha pervaso ogni cosa. Io vado, come detta un verso di De André, in direzione ostinata e contraria… perché l’ignavia è il maggior difetto degli Italiani e ne stiamo pagando tutti amare conseguenze.

Il male, il peggio, il pessimo

di Giuseppe, cittadino pensionato ‘non in pensione’, 28/11/2009

Premetto che io considero che le forme di schiavitù nel tempo si sono modificate ma persistono molto pervasive. Se consideriamo con attenzione quello che ci viene proposto, quasi sempre sopra le nostre teste, rileviamo che ci tocca prendere posizione in relazione ad un problema o situazione, ovvero dobbiamo essere pro o contro ad una data soluzione. Col tempo, a me appare sempre più chiaro che in realtà le opzioni che ci troviamo a dover affrontare sono sempre di dover scegliere fra il male, il peggio e il pessimo; non solo questo non è non è piacevole, ma il guaio maggiore è che non sappiamo quale è l’uno e quale è l’altro.

Faccio un esempio circa un argomento di attualità: la cosiddetta “liberalizzazione” dell’acqua; c’è da preoccuparsi davvero per quello che ne può derivare, poi considero quello che è sempre stato fino ad alcuni anni fa, e cioè la gestione fatta dalle municipalizzate (che come principio ho sempre sostenuto e tuttora ne auspico il ritorno), soluzione quella delle municipalizzate che ha dato adito oltre a disservizi, a sperperi inverecondi che venivano a costare comunque alla cittadinanza tramite aumento di tasse comunali, o comunque costi affrontati dalla comunità che, così, non poteva soddisfare altre esigenze sociali.

Insomma da un lato subiamo aggravi di costi dovuti a cattiva gestione, dall’altro probabili futuri aumenti di tariffe dell’acqua che premieranno i “bravi gestori” privati, arricchendoli a spese della cittadinanza. Al cittadino l’illusione di fare una scelta di campo che crede ottimale e risolutiva che in realtà non ci potrà essere mentre di certo sarà costretto ad essere spremuto e beffato; ecco, questa per me rimane una forma moderna di schiavitù.

Godopoli

di Sergio, cittadino medico, 28/11/2009

Giovanni Battista Montini, al secolo Papa Paolo VI, viene trascinato in uno scandalo di omosessualità con l’attore Paolo Carlini. Siamo nel 1967 e il nostro Paese era percorso da tentativi di colpi di Stato. I cittadini non hanno percepito né il fatto relativo all’alto prelato né tantomeno quello della situazione eversiva; fatti salvi i bene informati.

Vizi e virtù erano comunque ben celati ed anche vi fosse meno tempestività e diffusione dell’informazione, il senso comune dominante era quello all’insegna della facciata dell’etica comportamentale. Si cadeva prevalentemente per questioni politiche o per palese corruzione. Poi venne la televisione, la cattiva maestra, e le cose sono via via cambiate. Dal maestro Manzi che insegnava a scrivere a tutti i contadini della Bassa Padana e del meridione, si è passati alle chiappe ed ai bicipiti ingrassati di una orda di ebeti. La fine della vita politica partecipata ha lasciato il posto ai modelli del nuovo successo: gli Yuppies, le veline e i tronisti. I primi sono stati travolti dalle sciagure delle bolle speculative e gli attuali verranno travolti dagli scandali di una improbabile sessualità. I riferimenti di crescita e culturali sono questi e i nostri referenti politici li seguono indicando la strada da percorrere. Il Sistema crolla.

Ma sotto serpeggia il rischio che questo nuovo sistema di destabilizzazione sociale conduca con più facilità a prese di potere autoritario e l’assenza di anticorpi da parte della nostra società possa renderene più semplice il passaggio, senza spargimento di sangue ma con un imponente spargimento di intelletto. Sarà l’era di Godopoli!