Archivi delle etichette: consapevolezza

Vento di ribellione…che soffia dal sud

di Lorenzo

Forse finirà tutto con un altro colpo di stato, un altro dittatore o un’altra rivoluzione tradita. Ma è davvero un piacere vedere quanto è accaduto in Tunisia, Albania e sta accadendo ora in Egitto (e presto in Algeria, Libano ed altri paese dell’area). Quello che più mi piace è la capacità che i manifestanti egiziani hanno dimostrato nel superare le divisioni ideologiche e di ruoli, con le foto stupende in cui chi protesta abbraccia e bacia i poliziotti ed i militari inviati a disperdere la manifestazione. Quando accadrà anche qui da noi? Quando si uniranno tutti, ma davvero tutti, poliziotti e studenti, lavoratrici ed imprenditori, senza più distinzioni per rifondare la malata democrazia italiana?Di fronte alla solidarietà egiziana, a questa capacità di tornare ad essere tutti cittadini, uniti nell’anelito di libertà, crolla una dittatura che imperversa da oltre 30 anni. Perché non ha più le spalle su cui reggersi. Senza nessuno a difenderlo, Mubarak è un uomo solo. Il suo potere si scioglie come neve al sole. Via Mubarak, via tutti i dittatori e viva i cittadini!

Flusso di coscienza

Mi sono veramente rotta di assistere alla progressiva rovina di questo paese con i cittadini che se la menano e stanno ancora a pensare ad alleanze con questo e con quello e che credono ancora che si possa crescere economicamente come Bersani pensa appena sarà eletto che poi non si sa e comunque alla lunga ci si è accorti che chi ci ha portati fino qui sono proprio loro con quelle facce di tolla che hanno stampato in faccia che se ne strafottono di chi tira a campare anzi tirare a campare ci fa essere ancora più assenti e quindi fa il gioco di tutta la compagnia ma che non mi si venga poi a dire che è colpa loro perché allora poi non abbiamo capito niente perché quando le peggio cose della storia sono avvenute noi abbiamo collaborato altrimenti non si sarebbero potute fare quelle cose lì  né il nazismo né il fascismo e neanche i comunismi con tutte le buone intenzioni di dare mezzo pollo a testa ma questa volta siamo fottuti proprio tutti perché io non viaggio molto ma mi pare di capire se qualcuno mi racconta che dappertutto ci sono città vetrina per i ricchi sceicchi  tutte scintillanti come ad esempio adesso qui a Bologna sotto la galleria Cavour che quelli che si stanno godendo i nostri soldi ci vanno a spendere perché se a noi mancano i soldi, qualcuno se li prende questo lo capisce anche un bambino e noi qui a fare i conti se possiamo fare o no quella cosa che ci rende così felici e poi c’è qualche spezzone di discorso un po’ come i pensieri di il cielo sopra berlino quando senti la ragazza che ti taglia il prosciutto che dice ieri sera con il ghiaccio per strada quando sono arrivata a casa le bambine dormivano già e io non le ho viste ieri ma sento che dietro questo ragionare c’è una rassegnazione e quanti sacrifici bisogna fare per campare come tutti gli altri e adesso non ci si può permettere neanche un mazzo di tulipani sul tavolo perché la bellezza fa bene all’anima  e ci saremmo dovuti accorgere che ci stavano costruendo case di merda e quartieri di merda con centri commerciali per i poveretti che così passano la giornata là e fanno qualche acquisto d’impulso che magari ha speso più di benzina per arrivarci ma va così perché bisognava fare le strade e far crescere il paese come un grosso tumore e non ci sono più neanche i marciapiedi per camminarci e noi qui come stronzi a chiedere le piste ciclabili per non farci abbattere come birilli se decidiamo di fare gli alternativi anziché metterci qualche bomba su quelle strade di merda e case di merda e ieri poi Peppe Carpentieri all’assemblea ha detto che la nostra generazione ha rovinato il paese e io mi sono sentita offesa e umiliata ma poi ho pensato che anche lui non ha capito che queste divisioni sono cibo per quella merda che ci divora  e poi c’è che ieri sera mi hanno chiesto di fare un’offerta per i bambini africani di un certo orfanotrofio ma mi girano così i coglioni quando qualche signora si mette a fare quelle cose lì come mettersi la sciarpa di Telethon e noi imbecilli che subito diamo i 2 euro che poi ci facciamo tutti i cazzi nostri e rimaniamo convinti che loro non ce l’hanno fatta perché noi siamo più intelligenti e questo è e così anche uno che si fa il mazzo per 800 euro non se la sente di dire di no e tutti quei soldi vanno a fabbricare altre ingiustizie perché una qualche bomba sotto il culo del Fmi e Wto e di tutti quei banchieri che si alzano la mattina e decidono i nostri destini proprio ci starebbe perché anche quando vado adesso a cambiare un assegno di mio suocero intestato a me che ha un conto alla popolare dell’Emilia dove ci arriva la pensione ogni mese e il conto è coperto e ci ha pure dei soldi investiti mi fanno il terzo grado e mi dicono adesso vediamo se  il cassiere glielo paga come se li andassi a rubare a me non pare una cosa normale e ci ho anche discusso con gli impiegati ma le regole e tutto il resto ma come facciamo presto ad adattarci alle regole e questo forse è un problema perché l’osservanza delle regole ci frega sempre e se tu provi a dire disobbediamo allora si alzano cori anche tra quelli che non ti aspetti ma finché c’è una pensioncina pagata  e un qualsiasi reddito che ci fa campare allora le regole vanno rispettate ma quello che io spero che a tutti quei pensionati che non alzano il culo dal divano della tv gliela tolgano la pensione e allora come la chiamavano i nostri geni? macelleria sociale? va bene voglio la macelleria sociale un po’ come quando ho la casa così in disordine che decido che non mi frega e il disordine mi sovrasta e poi ad un certo punto decido di riordinare e pulire e dopo sembra che sia passato dio a darmi una mano e la cosa mi rende felice mi aspetto che si arrivi al massimo del disordine e allora dopo vedremo che fare certo che i potenti del globo lo sanno che siamo messi così e forse i loro antropologi che insieme agli economisti fanno il lavoro di capire come ci muoviamo lo sanno che forse ci scanniamo e così si risolve il problema della sovrappopolazione e delle risorse e si faranno un bel mondino tutto loro e chi s’è visto s’è visto comunque la democrazia partecipativa sarebbe una bella cosa se non avessimo delle teste di cazzo che non hanno mai letto un libro nella loro vita e che pensano che magari basta un grillo che te lo metti sul distintivo e ti innalzi rispetto alla massa ma a me fa un po’ schifo mettermi un distintivo che alla fine anche nelle peggio cose se lo sono messo svastiche falci martelli e quant’altro ma qualcuno l’aveva detto che saremmo finiti male anzi molti più di qualcuno ma pochi hanno letto quei libri lì e poi anche l’università dovrebbe interdisciplinare perché se no è difficile capire come va il mondo e quelli che escono sono come robot che hanno imparato quella cosa lì ma scienza coscienza medicina economia filosofia sono tutte collegate come dice bateson noi osserviamo la mano e diciamo che abbiamo 5 dita ma non è vero perché le dita sono quattro  ognuna è collegata all’altra e se cominciamo a vedere il mondo così ci accorgiamo che ogni cosa è illuminata e mio figlio è anche tuo figlio e se io vedo così so quello che devo fare e nessuno me lo dovrà dire neanche dio.

Alba incazzata

Salviamo l’Arena Puccini!

Questa iniziativa è molto interessante e ControlloCittadino la sostiene con forza. Dimostra molto bene quanto sia importante mobilitarsi tra cittadini per salvaguardare i beni del nostro territorio. Di seguito pubblichiamo una lettera inviataci dall’ispiratore dell’iniziativa con l’invito di farla girare tra i vostri contatti.

di Vittorio Marletto

Caro ControlloCittadino

il gruppo Facebook “Salviamo l’Arena Puccini!” sta conoscendo una crescita di adesioni che definirei senz’altro esponenziale, pensa che dai quattrocento aderenti di venerdì scorso oggi sfioriamo i duemila! Vuol dire che la città semplicemente non sopporta di perdere un altro pezzo di vita culturale e pubblica, quell’Arena che da sempre in estate ci regala ottimi film a prezzi modici, secondo un programma stilato con grande cura dalla Cineteca Comunale. Il parco del dopolavoro ferroviario di Via Serlio alla Bolognina, che ospita l’Arena, è purtroppo di proprietà delle ferrovie che, da quando sono state privatizzate, applicano canoni d’affitto sempre più esosi e del tutto incompatibili con la natura del Dlf, che altro non è che che un circolo ricreativo aperto non solo ai ferrovieri ma a tutti i bolognesi. All’inizio di marzo i dirigenti del Dlf hanno annunciato pubblicamente che restituivano l’Arena alle ferrovie, nell’impossibilità di pagare il canone richiesto, superiore agli incassi della pur frequentatissima rassegna (25mila presenze l’estate scorsa). Di qui la mia indignazione e la creazione del gruppo, che il primo giorno (10 marzo) aveva 14 sostenitori e oggi al momento di scrivere ne conta ben 1865! Ci ha dato una grossa mano la Repubblica, pubblicando prima sul sito di Bologna e poi sulla rubrica delle lettere un testo al commissario Cancellieri che recava le firme dei primi duecento aderenti al gruppo. Ora l’appuntamento è per mercoledì 31 marzo alle 10 alla fontana del parco del Dlf di fronte all’Arena, in contemporanea all’arrivo dell’inviato delle ferrovie che prenderà in consegna l’Arena.

Per raggiungere il gruppo e seguire il dibattito segui il link tinyurl.com/arenapuccini

Il testo della lettera a Repubblica lo trovi qui http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/03/25/news/caro_commissario_senza_l_arena_puccini_bologna_perde_un_pezzo_di_cultura-2888890/index.html

Ciao e grazie!

Sul Consenso Spa

di Antigone

Si, la commistione è la principale responsabile del “disastro.” Sono state ben confuse le carte, tanto che ridistribuirle sembra  impossibile.

Tuttavia non riesco a farmene una ragione. Come donna, la necessità di “prendermi cura” prevale su tutto il resto. Per prendersi cura e riordinare, occorre ristabilire priorità, tornare all’origine delle questioni, trovare i luoghi dove riporre ciò che è secondario, avere il coraggio di gettare nel fuoco il superfluo, ritrovare il posto dell’Etica e della Politica.

Questa domanda mi perseguita da molto tempo: come convincere le persone ad essere consapevoli e ad avere un comportamento etico?

Non sono la prima a porsi la questione, il tema è interessante e vorrei condividere con voi alcune riflessioni. E’ abbastanza scontato che non possa farlo una dottrina politica o la chiesa: abbiamo già sperimentato che le grandi narrazioni dall’alto fanno più danni della bomba atomica. Il marxismo e la chiesa in effetti hanno scatenato controffensive di proporzioni colossali: mare in cui stiamo nuotando, senza vedere terra.

Così il mercato si è impossessato delle nostre vite, ed ora pretende anche di farci la morale. Prendiamo ad esempio il film AVATAR che in modo così sfacciato ci mette davanti alle nostre malefatte, ma che altro non è che un  prodotto del mercato. Quella storia è la nuova grande narrazione, che si sfilaccia e si accartoccia su se stessa proprio perché “prodotto” svuotato del significato simbolico di cui l’umanità dovrebbe nutrirsi per alimentare doti evolutive. Durante la visione, mi domandavo quante persone fossero in grado comprenderlo nella sua sfacciataggine. Non aiuta la visione del mondo divisa in buoni e cattivi, bene e male se non è sostenuta anche dalla simbologia. Come nelle fiabe no?

Lo so che questo non è il luogo della filosofia (anche se fatico ormai a stabilire i confini). Volevo però con questo sottolineare quanto un lavoro di “micropolitica”svolta dai cittadini sia l’unico mezzo a disposizione per  un agire positivo, mettendo così in atto le trasformazioni. Questo è anche il solo sistema veramente democratico, perché si avvale della diffusione delle idee e dei sistemi togliendo loro il peso delle ideologie e dell’appiattimento del pensiero unico.

Il cambiamento avverrà, non possiamo sapere quando e in che modo. Verrà anche il momento in cui dovremo fare i conti con gli ostacoli che un governo sempre più centralizzato e globale ci porrà davanti  al cammino e allora dovremo essere tutti un po’ Antigone, che disubbidì a leggi ingiuste…

Non vogliamo più fidarci!

Il Cinzia-gate bolognese non è solo una faccenda locale, di pettegolezzi e cattiva amministrazione del denaro pubblico. E’ una metafora degli abusi che attanagliano il nostro paese, anche se condita con il “ragù” tipico delle schermaglie locali a cui siamo abituati in questa città.

Il sindaco Flavio Delbono ha detto pubblicamente ai cittadini: “fidatevi di me!”. Chiudendo in questo modo il dibattito in attesa di incontrare gli investigatori. No, sindaco. Così non va bene. Noi cittadini non vogliamo più fidarci. Di nessuno. Perché la fiducia porta all’arrendevolezza. I cittadini che cercano il leader ‘ di cui fidarsi’ smettono di controllare, pensando che finalmente c’è qualcuno affidabile a gestire la città, la regione o il governo del paese. E questa è proprio l’anticamera dell’abuso.

La filosofia del controllo è incompatibile con la fiducia. La fiducia è un atto cieco, un sentimento irrazionale, che spesso fornisce a chi viene eletto la possiblità di giocare a carte coperte. “Ma intanto di me potete fidarvi”, dice il leader che ispira fiducia. E i cittadini che si fidano smettono di controllare. Tanto ci si può fidare.

No, basta con la fiducia. Ciò non vuol dire che siamo contro tutti. Assolutamente. Siamo per una politica trasparente, in cui i politici giochino a carte scoperte, senza segreti, senza ombre. E soprattutto per una politica in cui non ci si appelli mai più alla fiducia. Niente assegni in bianco per nessuno, caro sindaco. I cittadini devono aprire gli occhi e chiedere conto. Sempre e comunque. Anche e soprattutto al politico che si è scelto di votare. Si chiude l’epoca del leader che ‘ispira’ fiducia e comincia quella del controllo continuo. Nessuno escluso.

Controlliamo ogni città!

Dopo l’uscita dei dati di ControlloCittadino sui consiglieri comunali di Bologna, arrivano centinaia di e-mail e commenti alla nostra associazione. E’ bastato così poco. Un gruppo di cittadini che, armati di un pò di pazienza ed amore per la propria città, hanno deciso che era arrivato il momento di controllare i propri rappresentanti, uno ad uno, senza mollare la presa. Armati di carta e penna, un PC e qualche dimestichezza statistica, siamo balzati sulla stampa locale e su decine e decine di blog. A questo punto lanciamo una proposta: perché non arrivare a controllare i consigli comunali di ogni città italiana? Basterebbe una manciata di cittadini per città ed il gioco è fatto. ControlloCittadino mette immediatamente a disposizione la propria esperienza per aiutare chiunque volesse unirsi a noi in questa campagna di cittadinanza attiva. Le nostre città, questi territori, l’intero paese ne ha davvero bisogno. Oggi più che mai.

Se intendete promuovere un gruppo di controllo nella vostra città, scrivete a info@controllocittadino.org

ESCLUSIVA: I DATI DEI PRIMI 6 MESI DELLA LEGISLATURA!

Consiglieri comunali al microscopio!

I cittadini bolognesi pubblicano le ‘pagelle’ dei rappresentanti comunali nei primi sei mesi di legislatura

L’Associazione ControlloCittadino pubblica i dati relativi ai primi sei mesi di attività dei consiglieri comunali di Bologna (Luglio-Dicembre 2009).
I dati di ControlloCittadino sono stati reperiti direttamente da cittadini volontari durante tutte le sedute del Consiglio Comunale del 2009 e si riferiscono agli ordini del giorno, gli interventi e le mozioni presentate da ogni singolo consigliere.

Diversamente dalla ‘semplice’ lista delle votazioni e presenze pubblicata dal Comune a fine anno, l’analisi di ControlloCittadino entra nel merito delle iniziative sostenute da ogni rappresentante e delle tematiche più discusse.

La grande novità è l’introduzione dell’indice di attività, che riassume in modo semplice ed incontrovertibile la ‘quantità’ di iniziative promosse in aula da ogni singolo consigliere. L’indice di attività oscilla tra un minimo di 0 (nessuna attività) e 10 (che corrisponde al valore raggiunto dal consigliere più attivo di tutti). Per quanto riguarda la ‘qualità’ del loro lavoro, ControlloCittadino ritiene che questo giudizio spetti solamente ai cittadini bolognesi. Come spesso si fa a scuola, dove l’impegno (non solo i risultati) viene valutato, le ‘pagelle’ di ControlloCittadino vanno viste come un’indicazione generale dell’impegno attivo di ogni singolo consigliere, a prescindere dai risultati concreti ed il grado di condivisione di ogni sua singola azione.

Nel 2009, il consigliere più attivo è stato Giovanni Favia (Lista Amici di Beppe Grillo) con un punteggio pieno di 10! Nei primi sei mesi di legislatura, Favia ha presentato 8 ordini del giorno (discusse in aula), ha fatto 80 interventi in aula e 2 mozioni. Al secondo posto troviamo Lorenzo Tomassini del PDL, con un punteggio complessivo di 8,14 (che raggiunge grazie ai suoi 7 ordini del giorno, 64 interventi e 1 mozione). Al terzo posto lo stacanovista (a questo punto, forse, ex-stacanovista) Daniele Carella con 7,29: responsabile di 1 ordine del giorno, 73 interventi e 1 mozione.

Tabella – I consiglieri comunali in base all’indice di attività di ControlloCittadino

Consigliere Gruppo consiliare Indice di attività
Favia G. BeppeGrillo.It 10,00
Tomassini L. Popolo delle Libertà 8,14
Carella D. Popolo delle Libertà 7,29
Lo Giudice S. Partito Democratico 5,33
Bernardini M. Lega Nord 4,19
Natali P. Partito Democratico 3,52
Cevenini M.* Partito Democratico 3,05
Facci M. Popolo delle Libertà 2,76
Marri M.C. Guazzaloca Per Bologna 2,57
Lumia S. Italia dei Valori 2,19
Paruolo G. Partito Democratico 2,10
Bignami G. Popolo delle Libertà 2,00
Caracciolo F. Guazzaloca Per Bologna 1,81
Lonardo E. Partito Democratico 1,81
Ara D. Partito Democratico 1,71
Critelli F. Partito Democratico 1,52
Foschini P. Popolo delle Libertà 1,52
Sconciaforni R. Rif. Comunista – Com. Italiani 1,52
Corticelli D. Bologna Capitale 1,33
Gattuso P.G. Popolo delle Libertà 1,19
Ghetti M. Partito Democratico 1,05
Mancuso L. Sinistra per Bologna 1,05
Bonetti T. Guazzaloca Per Bologna 0,95
Lama R. Partito Democratico 0,86
Marchesini A. Partito Democratico 0,86
Rizzo Nervo L. Partito Democratico 0,76
Giorgetti I. Popolo delle Libertà 0,67
De Maria A. Partito Democratico 0,57
Melega C. Partito Democratico 0,57
Accorsi M. Partito Democratico 0,48
Caviano P. Guazzaloca Per Bologna 0,48
Frascaroli A. Partito Democratico 0,38
Marzocchi T. Partito Democratico 0,38
Pillati M. Partito Democratico 0,29
Puglisi F. Partito Democratico 0,29
Delli Quadri M. Partito Democratico 0,19
Mingardi A. Partito Democratico 0,19
Mumolo A. Partito Democratico 0,19
Trapasso D. Italia dei Valori 0,19
Turci D. Partito Democratico 0,19
Cazzola A. Lista Alfredo Cazzola 0,10
Fiamingo A. Bologna Capitale 0,10
Guazzaloca G. Guazzaloca Per Bologna 0,10
Lombardelli M. Partito Democratico 0,10
Barcelò Lizana Partito Democratico 0,00
Castelli P. Bologna Capitale 0,00

*Presidente del Consiglio Comunale

Nota: l’indice di attività è una misura puramente quantitativa. ControlloCittadino non valuta la qualità del lavoro dei consiglieri comunali.

Come si comportano i vari gruppi consiliari?

Se aggreghiamo i dati per gruppi consiliari, emergono delle tendenze in parte sorprendenti. Due gruppi mono-consiliari si attestano al vertice: la Lista BeppeGrillo e La Lega Nord. Tra i gruppi più numerosi, invece, è il PdL a vantare una maggiore attività in aula, mentre il PD è in fondo alla lista. Molto bassi non solo i livelli di attività delle liste degli ex-candidati a sindaco Guazzaloca e Cazzola, ma anche delle sinistre e dell’Italia dei Valori.

Tabella – I gruppi consiliari in base all’indice di attività

Gruppo consiliare Indice di attività
BeppeGrillo.It 10
Lega Nord 4,19
Popolo delle Libertà 3,37
Rifondazione-Comunisti Italiani 1,52
Italia dei Valori 1,19
Guazzaloca per Bologna 1,18
Partito Democratico 1,1
Sinistra per Bologna 1,05
Bologna Capitale 0,48
Lista Alfredo Cazzola 0,1

Di che cosa si sono occupati i nostri consiglieri?

Nei primi sei mesi di legislatura, i consiglieri comunali si sono occupati principalmente di politiche economiche e sociali in risposta alla crisi: 75 atti sono state dedicate a questo tema. Per atti si intende eventuali ODG, singoli interventi e mozioni dei consiglieri comunali. Al secondo posto, troviamo le questioni relative alle partecipazioni pubbliche (soprattutto la situazione di HERA, Fiera e Teatro Comunale) con 56 atti. Il settore meno discusso è stato quello relativo ad ambiente e salute. Il resto dei dati a seguire.

Tabella – La classifica dei temi affrontati dai consiglieri

Tematiche affrontate Numero di atti
Politiche economiche e sociali 75
Partecipazioni pubbliche 56
Affari istituzionali 46
Sicurezza 45
Sanità 45
Viabilità 38
Cultura 28
Ambiente e salute 18

Nota: la divisione per temi è stata eseguita secondo criteri di massima stabiliti dai volontari di ControlloCittadino non essendo disponibili divisioni tematiche già definite dal Consiglio Comunale. Questi dati sono quindi da considerare come una suddivisione generale e generica delle tematiche affrontate dai consiglieri nei dibattiti in aula.

I consiglieri più attivi sul fronte Politiche Economiche e Sociali sono stati Favia e Tomassini (a pari merito con 8 atti). Per quanto riguarda le Partecipazioni Pubbliche i più attivi sono stati Favia (8 atti) e Facci (7 atti). Tomassini è il primo nel settore Affari Istituzionali (5 atti) ed è al vertice anche nel contesto Sanità (con 5, a pari merito con Carella e Favia).

Sul fronte Sicurezza, troviamo invece Carella (6 atti), seguito da De Maria e Tomassini (con 4 ciascuno). Nell’ambito Viabilità, si distinguono Carella (8 iniziative) e Favia (6), che è anche il primo nel settore Ambiente e Salute (7 iniziative per il ‘grillino’) seguito da Natali (con 3 iniziative). Sulle questioni culturali si distingue Sconciaforni, che è intervenuto in 3 occasioni.

Sulle Commissioni?

Nonostante richieste formali e reiterate, motivate anche dalla legge 241/90 sulla trasparenza, all’associazione ControlloCittadino non è stato garantito accesso regolare ai verbali delle sedute comunali. Per questa ragione, l’associazione ha deciso di reperire i dati (qui presentati) direttamente, partecipando con i propri volontari alle sedute del Consiglio e prendendo nota dei dibattiti in corso. L’associazione riconosce che un monitoraggio basato solamente sui lavori del Consiglio è parziale, poiché non tiene conto delle attività svolte dai consiglieri comunali nelle singole commissioni, dove si concentra gran parte del loro lavoro. Al tempo stesso, però, è importante sottolineare che i dati delle singole commissioni non vengono acquisiti dal Comune in modo sistematico e, comunque, non sono stati messi a disposizione della nostra associazione, il che ne ha reso impossibile un monitoraggio sistematico.

Come si calcola l’indice di attività
L’indice di attività è una misura sintetica che va da 0 a 10. Serve per facilitare la comparazione e ricorda le votazioni scolastiche.
L’indice grezzo varia da 0 a (potenzialmente) l’infinito perché conta tutti gli atti svolti da un consigliere nelle assemblee plenarie del Consiglio. Gli atti calcolati sono: il numero di ordini del giorno presentate da ogni consigliere e discusse in aula (le ODG non vengono quindi conteggiate finché non sono discusse in aula); il numero di interventi in aula; il numero di mozioni in aula. Ai tre tipi di attività viene dato un valore gerarchico, in virtù del loro diverso ‘peso’ politico ed istituzionale (preparare un ordine del giorno non può essere equiparato, per esempio, ad una mozione orale per chiedere la conta de numero legale). I coefficienti sono i seguenti:
ODG = 3
Intervento = 1
Mozione = 0,5
Esempio: il consigliere che presenta 3 ODG, fa 15 interventi e solleva 2 mozioni d’ordine riceverà il punteggio grezzo di 3 (x3) + 15 (x1) + 2 (x0,5) = 25
Una volta ottenuti gli indici grezzi per tutti i consiglieri, questi vengono ri-scalati tra 0 e 10 per permettere una facile comparazione tra i vari punteggi. Quest’ultimo dato è l’indice di attività riportato in tabella.

2010

di Lorenzo, cittadino che non si arrende

Come tutti gli anni, arrivano decine e decine di messaggi di auguri. Tutti, più o meno, con la stessa frase: “Speriamo che quest’anno sia meglio di quello che ci siamo appena lasciati alle spalle”. Certo, non costa nulla sperare che il futuro sia meglio del passato. Ma succede poi? Raramente. Perché? Perché siamo rassegnati a ‘sperare’. La speranza è un sentimento positivo e legittimo, ma spesso spinge alla passività. Sperare è come attendere, a braccia conserte, che qualcuno faccia qualcosa.

Noi dobbiamo smetterla di sperare. Dobbiamo tornare al detto rinascimentale “homo faber suae quisque fortunae”: l’uomo è artefice della propria fortuna. Siamo noi a doverci rimboccare le maniche. Siamo noi a doverci mettere in gioco. Siamo noi a dover segnare un nuovo inizio. Non come mariti, mogli, figli, professionisti, disoccupati, impiegati ed operai. Ma come cittadini. Perché questa è l’unica categoria che ci accomuna. Bianchi, neri, gialli e verdi. Italiani di nascita ed italiani di fatto. Siamo tutti cittadini perché, nel bene e nel male, godiamo e patiamo del destino del nostro territorio, dal quartiere alla città, dalla regione alla nazione.

Finché ci comporteremo da sudditi, verremo trattati come tali. Imbecilli, tossicodipendenti del tubo catodico, pronti a bruciarci mezzo stipendio per acquistare l’ennesimo cellulare con cui inviare un messaggino privo di senso al primo cretino di turno. Incapaci ormai di parlare l’uno con l’altro, ma esperti mondiali del linguaggio delle emoticon.

Dobbiamo smettere di fare i sudditi, per tornare a svolgere il ruolo di cittadini. Il paese è nostro. La classe politica che ci governa è direttamente proporzionale al livello di civismo di noi cittadini. Più ce ne freghiamo, più loro avranno ragione a fare i propri comodi. Se vogliamo che ci sia ancora un futuro, dobbiamo metterci in gioco nel presente. Adesso.

Per questo non voglio sperare che il 2010 sia migliore del 2009. Voglio fare in modo che lo sia. Non spero che sia un buon anno, ma voglio che sia l’anno buono. Dai che quest’anno ce la facciamo. Tutti insieme. Passo dopo passo. Giorno dopo giorno.