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Attenzione alla casa ecologica

Cari amici di ControlloCittadino:

vi scrivo perché ho subito l’ennesima fregatura e questa volta, però, è stata davvero una sorpresa. Qualche anno fa, dopo aver comprato un bel terreno sul confine tra Emilia Romagna e Toscana, mia moglie ed io abbiamo deciso di costruire una casa ecologica di ultimissima generazione, perché eravamo stanchi di consumare il pianeta, circondati dal cemento e volevamo fare qualcosa di innovativo per noi stessi e per nostro figlio di  pochi mesi. Abbiamo quindi commissionato un progetto ad una ditta altoatesina, HausIdea (www.hausidea.it), ritenuta tra le migliori e più affidabili del settore. Abbiamo pagato 20 mila euro di anticipo e, per essere sicuri di non avere problemi, abbiamo fatto inserire una clausola nel contratto che prevedeva che in caso di mancato finanziamento (leggi mutuo), saremmo rientrati di tutto l’anticipo. Beh, dopo vari ritardi e tentativi di convincere le banche a darci un mutuo accettabile (compresa Banca Etica), abbiamo desistito. In Italia, abbiamo imparato nostro malgrado, ci sono davvero pochissime opportunità di finanziamento per chi vuole costruire in modo ecologico. Non solo non si applica il mutuo prima casa, ma le banche propongono tassi più alti (intorno al 4-5% variabile) ed impongono lo stato avanzamento lavori, che prevede quindi due rogiti ed almeno due passaggi notarili, con l’inevitabile raddoppio delle spese amministrative. Quindi, rattristati, abbiamo deciso di gettare la spugna ed sospendere, almeno per il momento, il nostro progetto. Qui la grande sorpresa: HausIdea si è tenuta oltre 11 mila euro dell’anticipo, senza giustificarci le spese e tanto meno mandarci una fattura. Il nostro legale ha deciso di citarli in tribunale, ma ci ha avvisato che – se siamo fortunati – ci vorranno circa 5 anni per rientrare in possesso dei nostri soldi. Noi pensavamo che le aziende che si occupano dell’ecologico (ancor più quelle altoatesine) fossero più serie della media delle aziende italiane. Ma anche il nostro legale ha convenuto che oggi, con lo stato distruttivo in cui versa la giustizia civile in Italia, se ne approfittano in tanti. I contratti non li rispetta nessuno tanto si sa che in tribunale non si arriverà mai.

Alla fine abbiamo deciso di andare a vivere in Germania, dove siamo ancora adesso. Forse la casa ecologica la faremo qui, anche perché ci sono sovvenzioni, facilitazioni e mutui agevolati. Resta tanta amarezza. Perché di approfittattori, anche nei settori che si presentano come etici e responsabili, ce ne sono sempre di più in Italia. Stiamo attenti e diamoci una mano l’un l’altro.

Lorenzo

Vento di ribellione…che soffia dal sud

di Lorenzo

Forse finirà tutto con un altro colpo di stato, un altro dittatore o un’altra rivoluzione tradita. Ma è davvero un piacere vedere quanto è accaduto in Tunisia, Albania e sta accadendo ora in Egitto (e presto in Algeria, Libano ed altri paese dell’area). Quello che più mi piace è la capacità che i manifestanti egiziani hanno dimostrato nel superare le divisioni ideologiche e di ruoli, con le foto stupende in cui chi protesta abbraccia e bacia i poliziotti ed i militari inviati a disperdere la manifestazione. Quando accadrà anche qui da noi? Quando si uniranno tutti, ma davvero tutti, poliziotti e studenti, lavoratrici ed imprenditori, senza più distinzioni per rifondare la malata democrazia italiana?Di fronte alla solidarietà egiziana, a questa capacità di tornare ad essere tutti cittadini, uniti nell’anelito di libertà, crolla una dittatura che imperversa da oltre 30 anni. Perché non ha più le spalle su cui reggersi. Senza nessuno a difenderlo, Mubarak è un uomo solo. Il suo potere si scioglie come neve al sole. Via Mubarak, via tutti i dittatori e viva i cittadini!

Flusso di coscienza

Mi sono veramente rotta di assistere alla progressiva rovina di questo paese con i cittadini che se la menano e stanno ancora a pensare ad alleanze con questo e con quello e che credono ancora che si possa crescere economicamente come Bersani pensa appena sarà eletto che poi non si sa e comunque alla lunga ci si è accorti che chi ci ha portati fino qui sono proprio loro con quelle facce di tolla che hanno stampato in faccia che se ne strafottono di chi tira a campare anzi tirare a campare ci fa essere ancora più assenti e quindi fa il gioco di tutta la compagnia ma che non mi si venga poi a dire che è colpa loro perché allora poi non abbiamo capito niente perché quando le peggio cose della storia sono avvenute noi abbiamo collaborato altrimenti non si sarebbero potute fare quelle cose lì  né il nazismo né il fascismo e neanche i comunismi con tutte le buone intenzioni di dare mezzo pollo a testa ma questa volta siamo fottuti proprio tutti perché io non viaggio molto ma mi pare di capire se qualcuno mi racconta che dappertutto ci sono città vetrina per i ricchi sceicchi  tutte scintillanti come ad esempio adesso qui a Bologna sotto la galleria Cavour che quelli che si stanno godendo i nostri soldi ci vanno a spendere perché se a noi mancano i soldi, qualcuno se li prende questo lo capisce anche un bambino e noi qui a fare i conti se possiamo fare o no quella cosa che ci rende così felici e poi c’è qualche spezzone di discorso un po’ come i pensieri di il cielo sopra berlino quando senti la ragazza che ti taglia il prosciutto che dice ieri sera con il ghiaccio per strada quando sono arrivata a casa le bambine dormivano già e io non le ho viste ieri ma sento che dietro questo ragionare c’è una rassegnazione e quanti sacrifici bisogna fare per campare come tutti gli altri e adesso non ci si può permettere neanche un mazzo di tulipani sul tavolo perché la bellezza fa bene all’anima  e ci saremmo dovuti accorgere che ci stavano costruendo case di merda e quartieri di merda con centri commerciali per i poveretti che così passano la giornata là e fanno qualche acquisto d’impulso che magari ha speso più di benzina per arrivarci ma va così perché bisognava fare le strade e far crescere il paese come un grosso tumore e non ci sono più neanche i marciapiedi per camminarci e noi qui come stronzi a chiedere le piste ciclabili per non farci abbattere come birilli se decidiamo di fare gli alternativi anziché metterci qualche bomba su quelle strade di merda e case di merda e ieri poi Peppe Carpentieri all’assemblea ha detto che la nostra generazione ha rovinato il paese e io mi sono sentita offesa e umiliata ma poi ho pensato che anche lui non ha capito che queste divisioni sono cibo per quella merda che ci divora  e poi c’è che ieri sera mi hanno chiesto di fare un’offerta per i bambini africani di un certo orfanotrofio ma mi girano così i coglioni quando qualche signora si mette a fare quelle cose lì come mettersi la sciarpa di Telethon e noi imbecilli che subito diamo i 2 euro che poi ci facciamo tutti i cazzi nostri e rimaniamo convinti che loro non ce l’hanno fatta perché noi siamo più intelligenti e questo è e così anche uno che si fa il mazzo per 800 euro non se la sente di dire di no e tutti quei soldi vanno a fabbricare altre ingiustizie perché una qualche bomba sotto il culo del Fmi e Wto e di tutti quei banchieri che si alzano la mattina e decidono i nostri destini proprio ci starebbe perché anche quando vado adesso a cambiare un assegno di mio suocero intestato a me che ha un conto alla popolare dell’Emilia dove ci arriva la pensione ogni mese e il conto è coperto e ci ha pure dei soldi investiti mi fanno il terzo grado e mi dicono adesso vediamo se  il cassiere glielo paga come se li andassi a rubare a me non pare una cosa normale e ci ho anche discusso con gli impiegati ma le regole e tutto il resto ma come facciamo presto ad adattarci alle regole e questo forse è un problema perché l’osservanza delle regole ci frega sempre e se tu provi a dire disobbediamo allora si alzano cori anche tra quelli che non ti aspetti ma finché c’è una pensioncina pagata  e un qualsiasi reddito che ci fa campare allora le regole vanno rispettate ma quello che io spero che a tutti quei pensionati che non alzano il culo dal divano della tv gliela tolgano la pensione e allora come la chiamavano i nostri geni? macelleria sociale? va bene voglio la macelleria sociale un po’ come quando ho la casa così in disordine che decido che non mi frega e il disordine mi sovrasta e poi ad un certo punto decido di riordinare e pulire e dopo sembra che sia passato dio a darmi una mano e la cosa mi rende felice mi aspetto che si arrivi al massimo del disordine e allora dopo vedremo che fare certo che i potenti del globo lo sanno che siamo messi così e forse i loro antropologi che insieme agli economisti fanno il lavoro di capire come ci muoviamo lo sanno che forse ci scanniamo e così si risolve il problema della sovrappopolazione e delle risorse e si faranno un bel mondino tutto loro e chi s’è visto s’è visto comunque la democrazia partecipativa sarebbe una bella cosa se non avessimo delle teste di cazzo che non hanno mai letto un libro nella loro vita e che pensano che magari basta un grillo che te lo metti sul distintivo e ti innalzi rispetto alla massa ma a me fa un po’ schifo mettermi un distintivo che alla fine anche nelle peggio cose se lo sono messo svastiche falci martelli e quant’altro ma qualcuno l’aveva detto che saremmo finiti male anzi molti più di qualcuno ma pochi hanno letto quei libri lì e poi anche l’università dovrebbe interdisciplinare perché se no è difficile capire come va il mondo e quelli che escono sono come robot che hanno imparato quella cosa lì ma scienza coscienza medicina economia filosofia sono tutte collegate come dice bateson noi osserviamo la mano e diciamo che abbiamo 5 dita ma non è vero perché le dita sono quattro  ognuna è collegata all’altra e se cominciamo a vedere il mondo così ci accorgiamo che ogni cosa è illuminata e mio figlio è anche tuo figlio e se io vedo così so quello che devo fare e nessuno me lo dovrà dire neanche dio.

Alba incazzata

Quando voteremo?

Cari controllori, simpatizzanti ed inevitabili detrattori:

l’associazione openpolis, con cui ControlloCittadino collabora da circa un anno, ha appena pubblicato i dati sul pensionamento dei parlamentari. Ne emerge che gran parte di coloro che siedono attualmente in Parlamento matureranno il diritto alla pensione solo alla fine di aprile 2011. E quindi sono in tanti a scommettere che, prima di allora, non ci sarà alcuna crisi di governo. Voi che ne pensate?  La lista elenca i nomi dei singoli parlamentari, quindi potete scegliere quello/quella o quelli che vi interessano di più e monitorarne le azioni, per poi chidergliene conto di persona (per esempio quando li incontrate a qualche dibattito pubblico, alla festa del paese o in spiaggia, a farsi belli davanti ai giornalisti).  Attendendo i vostri commenti (e anche le critiche), ci permettiamo di ringraziare openpolis che, con il suo lavoro quotidiano, cerca di svegliare i cittadini italiani. Se i cittadini utilizzasero questi strumenti per informarsi ed agire (nella forma e nel modo che ritengono più opportuno), questo sarebbe un paese molto diverso. Ma per ora, si fa quel che si puó.

Fregature a doppio senso

di Lorenzo

Oggi mi sono reso conto che Fastweb mi ha fregato 150 euro. Avevo disdetto il contratto a fine Marzo, ma hanno continuato comunque a prelevare i soldi dal mio conto. Io sono all’estero e, fino ad oggi, non avevo ancora letto l’estratto conto della banca. Dopo aver provato, invano, a mettermi in contatto con quei numeri verdi dove non risponde mai nessuno, ho contattato un centro Fastweb di Bologna. Il tipo, gentilissimo, mi ha rivelato di essere incazzatissimo con la Feastweb e mi ha consigliato di mandare alla società una raccomandata in cui chiedo l’immediato risarcimento. Ha poi aggiunto: “Ma gliene mandi una bella dura di raccomandata. Una minacciosa”. E questo è il loro rivenditore. Poi, cercando su internet, ho scoperto che tanti cittadini italiani hanno trovato il modo di fregare Fastweb dando dei nomitativi fasulli al momento del contratto. Infatti, in questo modo, quando non paghi, la Fastweb stacca il contratto dopo un paio di mesi e manda un recupero crediti per una persona che non esiste. A quel punto non resta che chiamare di nuovo e fare un nuovo contratto con un altro nome, sempre falso, ovviamente. E così c’è gente che va avanti da anni, senza sborsare un euro. Pare infatti che Fastweb, come altri gestori, non controllino gli indirizzi, ma facciano solamente gli incroci con i nomi. Quindi anche se non paghi, a quell’indirizzo potrai sempre avere un nuovo servizio. La cosa più interessante sapete qual è? Questo sistema lo hanno suggerito proprio i procacciatori di Fastweb, quei poveretti che vanno di casa in casa implorando di sottoscrivere un abbondamento. Per loro funziona bene, perché ricevono una percentuale per ogni attivazione, anche se dopo pochi mesi viene staccata. Il sistema è molto conveniente per i procacciatori, perché così possono tornare ed attivarne un’altra, con un nuovo nome, sempre falso. Bene: mi compiaccio sempre quando si uniscono le forze (utenti e procacciatori, in questo caso) per contrastare chi ha il potere e la fa sempre franca.

Se da un lato Fastweb ci frega i soldi, c’è almeno qualcuno che si diverte a fregare Fastweb. Bene, questa fregatura a doppio senso mi fa sentire meglio. Magra consolazione.

Sicuramente la prossima volta non mi rivolgerò a nessuna di queste grandi companie. Sono tutte gestite come organizzazioni criminali. Proverò un gestore no-profit. Almeno rispondono al telefono.

Controlliamo la regione?

Cari amici di ControlloCittadino:

dopo alcune settimane di attesa, ecco che lentamente si riparte. Si è insediato il consiglio regionale, dove sono migrati molti dei consiglieri comunali che hanno perso il lavoro con il commissariamento del Comune di Bologna. In fretta e furia, sono stati in tanti a riciclarsi imemdiatamente come Consiglieri Regionali, con il triplo dello stipendio e molti più benefit. Come se lavorare per l’amministrazione di una città fosse equivalente a gestire una regione. Come se qualunque carica politica facesse lo stesso. Basta esserci, no? E portarsi a casa un bello stipendio.

Bè, ControlloCittadino non vuole mollare la presa e nelle prossime settimane cercherà di riattivare il sistema di controllo, applicandolo questa volta al Consiglio Regionale. Che ne pensate? Si accettano volontari!

Salviamo l’Arena Puccini!

Questa iniziativa è molto interessante e ControlloCittadino la sostiene con forza. Dimostra molto bene quanto sia importante mobilitarsi tra cittadini per salvaguardare i beni del nostro territorio. Di seguito pubblichiamo una lettera inviataci dall’ispiratore dell’iniziativa con l’invito di farla girare tra i vostri contatti.

di Vittorio Marletto

Caro ControlloCittadino

il gruppo Facebook “Salviamo l’Arena Puccini!” sta conoscendo una crescita di adesioni che definirei senz’altro esponenziale, pensa che dai quattrocento aderenti di venerdì scorso oggi sfioriamo i duemila! Vuol dire che la città semplicemente non sopporta di perdere un altro pezzo di vita culturale e pubblica, quell’Arena che da sempre in estate ci regala ottimi film a prezzi modici, secondo un programma stilato con grande cura dalla Cineteca Comunale. Il parco del dopolavoro ferroviario di Via Serlio alla Bolognina, che ospita l’Arena, è purtroppo di proprietà delle ferrovie che, da quando sono state privatizzate, applicano canoni d’affitto sempre più esosi e del tutto incompatibili con la natura del Dlf, che altro non è che che un circolo ricreativo aperto non solo ai ferrovieri ma a tutti i bolognesi. All’inizio di marzo i dirigenti del Dlf hanno annunciato pubblicamente che restituivano l’Arena alle ferrovie, nell’impossibilità di pagare il canone richiesto, superiore agli incassi della pur frequentatissima rassegna (25mila presenze l’estate scorsa). Di qui la mia indignazione e la creazione del gruppo, che il primo giorno (10 marzo) aveva 14 sostenitori e oggi al momento di scrivere ne conta ben 1865! Ci ha dato una grossa mano la Repubblica, pubblicando prima sul sito di Bologna e poi sulla rubrica delle lettere un testo al commissario Cancellieri che recava le firme dei primi duecento aderenti al gruppo. Ora l’appuntamento è per mercoledì 31 marzo alle 10 alla fontana del parco del Dlf di fronte all’Arena, in contemporanea all’arrivo dell’inviato delle ferrovie che prenderà in consegna l’Arena.

Per raggiungere il gruppo e seguire il dibattito segui il link tinyurl.com/arenapuccini

Il testo della lettera a Repubblica lo trovi qui http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/03/25/news/caro_commissario_senza_l_arena_puccini_bologna_perde_un_pezzo_di_cultura-2888890/index.html

Ciao e grazie!

Con la Politica e con i politici…non lasciamoli da soli

Di Daniele

“…Istituzioni senza cittadini decidono. E noi? Cittadini senza istituzioni subiamo”. È questa l’amara riflessione che emerge e non solo nei testi di Ferdinando Pozzati Piva, divulgati in Assemblea nei luoghi di Piazza Maggiore [Lo sgabellino]. Quante urla di silenzio per chi vuole e sa ascoltare, segnano una crisi che in mancanza, non riguarda la “sostanza” del solo capitale.

Come invero “non esiste democrazia senza controllo”, recita il sottotitolo dell’Associazione, in sentita necessità: “Non esiste democrazia senza partecipazione”. Controllare l’operato del Consiglio come dei Consiglieri, è una fatica che se anche dovrebbe spettare ai professionisti della comunicazione, è per me un dire come un fare che reclama la vitalità della politica e non l’impotenza delle istituzioni.

Se dunque vogliamo dare un senso all’arte che della Politica è la buona amministrazione, la vera ricchezza non la si trova nella povertà dello Stato come nel lusso delle Private Società. Nel “sapere” che della Pubblica Amministrazione è il potere ed il dovere di coinvolgere non escludere, di promuovere non negare, di aprire non chiudere, risiede forse la soluzione che in ricchezza come in potenzialità, di ogni Città è la necessaria e responsabile “presenza/partecipazione” dei suoi cittadini.

Se di per certo poco mi si addice il termine di “controllore”, nel voler guardare alla Politica con la “P” maiuscola, nella ricerca del miglior modo di vivere e in dialettico socratico pensiero: “Nessuno può liberarsi o compiere qualcosa di buono nel chiuso recinto della propria individualità”. E poiché il “filosofare” – politicamente parlando – è un processo che avviene fra individui, auspico tra Cittadini e Consiglieri la nascita di un rapporto che in “amicizia”, nel parafrasare Platone, non può che conseguire se non da un “comune orientamento verso l’Idea stessa del pubblico bene”.

Guardiamo in questo e favorevolmente alla rinnovata disponibilità del Consigliere Paolo Natali di personalmente prodigarsi nel far sì che almeno gli “Atti del Consiglio”, possano essere pubblicamente e facilmente accessibili. Non in opposizione ma in partecipazione, è questo un positivo inizio a cui teniamo e vogliamo dar seguito… non si vive di solo “controllo”…

Controlliamo ogni città!

Dopo l’uscita dei dati di ControlloCittadino sui consiglieri comunali di Bologna, arrivano centinaia di e-mail e commenti alla nostra associazione. E’ bastato così poco. Un gruppo di cittadini che, armati di un pò di pazienza ed amore per la propria città, hanno deciso che era arrivato il momento di controllare i propri rappresentanti, uno ad uno, senza mollare la presa. Armati di carta e penna, un PC e qualche dimestichezza statistica, siamo balzati sulla stampa locale e su decine e decine di blog. A questo punto lanciamo una proposta: perché non arrivare a controllare i consigli comunali di ogni città italiana? Basterebbe una manciata di cittadini per città ed il gioco è fatto. ControlloCittadino mette immediatamente a disposizione la propria esperienza per aiutare chiunque volesse unirsi a noi in questa campagna di cittadinanza attiva. Le nostre città, questi territori, l’intero paese ne ha davvero bisogno. Oggi più che mai.

Se intendete promuovere un gruppo di controllo nella vostra città, scrivete a info@controllocittadino.org

2010

di Lorenzo, cittadino che non si arrende

Come tutti gli anni, arrivano decine e decine di messaggi di auguri. Tutti, più o meno, con la stessa frase: “Speriamo che quest’anno sia meglio di quello che ci siamo appena lasciati alle spalle”. Certo, non costa nulla sperare che il futuro sia meglio del passato. Ma succede poi? Raramente. Perché? Perché siamo rassegnati a ‘sperare’. La speranza è un sentimento positivo e legittimo, ma spesso spinge alla passività. Sperare è come attendere, a braccia conserte, che qualcuno faccia qualcosa.

Noi dobbiamo smetterla di sperare. Dobbiamo tornare al detto rinascimentale “homo faber suae quisque fortunae”: l’uomo è artefice della propria fortuna. Siamo noi a doverci rimboccare le maniche. Siamo noi a doverci mettere in gioco. Siamo noi a dover segnare un nuovo inizio. Non come mariti, mogli, figli, professionisti, disoccupati, impiegati ed operai. Ma come cittadini. Perché questa è l’unica categoria che ci accomuna. Bianchi, neri, gialli e verdi. Italiani di nascita ed italiani di fatto. Siamo tutti cittadini perché, nel bene e nel male, godiamo e patiamo del destino del nostro territorio, dal quartiere alla città, dalla regione alla nazione.

Finché ci comporteremo da sudditi, verremo trattati come tali. Imbecilli, tossicodipendenti del tubo catodico, pronti a bruciarci mezzo stipendio per acquistare l’ennesimo cellulare con cui inviare un messaggino privo di senso al primo cretino di turno. Incapaci ormai di parlare l’uno con l’altro, ma esperti mondiali del linguaggio delle emoticon.

Dobbiamo smettere di fare i sudditi, per tornare a svolgere il ruolo di cittadini. Il paese è nostro. La classe politica che ci governa è direttamente proporzionale al livello di civismo di noi cittadini. Più ce ne freghiamo, più loro avranno ragione a fare i propri comodi. Se vogliamo che ci sia ancora un futuro, dobbiamo metterci in gioco nel presente. Adesso.

Per questo non voglio sperare che il 2010 sia migliore del 2009. Voglio fare in modo che lo sia. Non spero che sia un buon anno, ma voglio che sia l’anno buono. Dai che quest’anno ce la facciamo. Tutti insieme. Passo dopo passo. Giorno dopo giorno.