Habemus Syndicum


Rifarsi al passato per comprendere nell’etimologia il senso della parola mi pare un bell’esercizio in questa confusione che è diventata la nostra lingua, non tanto per la naturale trasformazione, ma per l’abuso nella lingua parlata, di parole che in tal modo perdono incisività e grandiosità.

Vorrei però fare un ulteriore esercizio, e scrivere i desideri di una cittadina al Sindaco che sarà, anche se a Bologna sappiamo perfettamente di chi parliamo.

  • Voglio un Sindaco che sappia parlare ai cittadini con onestà intellettuale
  • Voglio un Sindaco che sappia spiegare ai cittadini cose come il trattato di Maastricht e come incide sulla vita delle persone
  • Voglio un sindaco che desidera cittadini  interessati alla politica, che sappiano organizzarsi per affrontare insieme i problemi, così da non sentirsi isolati
  • Voglio un sindaco che metta un megaschermo in piazza Maggiore con i dati sulla qualità dell’aria in tempo reale
  • Voglio un sindaco che metta in discussione le cooperative nelle loro storture e nei sistemi di assunzione dei giovani
  • Voglio un sindaco che sappia dire ai cittadini che il capitalismo neoliberista ci ha fottuti nelle nostre azioni più elementari
  • Voglio un sindaco che abbia il coraggio di dire che la prima questione da risolvere è come assicurare ai più indigenti il minimo vitale
  • Voglio un Sindaco che racconti cos’è la “finanza di progetto” e perché è vantaggiosa solo per le cooperative di costruzione
  • Voglio un sindaco che metta mano alle cariche che riguardano la cultura, affinché non sia nelle mani di pochi accademici a protezione delle loro molteplici cariche, ma che fluisca come una sorgente per tutti
  • Voglio un sindaco senza slogan che protegga quelli che hanno meno e non quelli che hanno più
  • Voglio un sindaco che apra le porte, e non che le chiuda
  • Voglio un sindaco che parli di risparmio, non di tagli, che parli di efficienza, non di profitto
  • Voglio un sindaco che dica la verità, come Michel Piccoli nel mirabile film di Moretti, Habemus Papam che in un bagno di umiltà e verità, delude profondamente i suoi fedeli, ma mette loro tra le mani una nuova rivoluzionaria consapevolezza, quella di affacciarsi ognuno al proprio destino rinunciando alla guida spirituale per ritrovare, quello status di cittadino che ha perduto.Cittadina Alba

 

3 risposte a Habemus Syndicum

  1. Spero esista un candidato – fra quelli che potrò votare – sincero nelle comunicazioni, che scriva quale sarà la pianificazione territoriale entro i confini spaziali & temporali del suo mandato.

    Spero esista un Sindaco che controlli l’apparato burocratico, garantendo la concreta possibilità di ogni Suo cittadino di relazionarsi con ogni Servizio senza dannose perdite di tempo.

    Spero venga tutelato sempre più il diritto dovere individuale di partecipare senza parassitismi, in modo responsabile.

  2. la speranza è ultima a morire

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