Nuovo totalitarismo con deriva alla perversione

da Giuseppe

Venerdì 1 Aprile, in Sala Farnese si è svolto l’ultimo Seminario sulle Relazioni di Potere nella società contemporanea del ciclo proposto dall’Istituto Regionale di Studi sociali e politici “Alcide De Gasperi”.
Il titolo di questo ultimo seminario è stato: “L’apporto della psicoanalisi tra vecchi e nuovi totalitarismi” tenuto dal prof. Massimo Recalcati.

Chi è interessato può ascoltare la lezione del prof. Recalcati a questo link
http://www.istitutodegasperi-emilia-romagna.it/htm/incontri.htm

Personalmente sono rimasto molto colpito dalla parte finale in cui vengono descritti gli aspetti del nuovo totalitarismo con deriva alla perversione che ho il piacere di riportare dalla trascrizione nella speranza di fare cosa gradita.

Lacan da questa definizione dell’istituzione: c’è istituzione dove il godimento è tenuto a freno, dove c’è istituzione c’è un freno sul godimento, non si può fare quel che si vuole, l’istituzione serve per introdurre una castrazione del godimento, non si può fare ciò che si vuole, soprattutto quando si hanno degli incarichi istituzionali, non si può parlare quando uno è investito di un incarico istituzionale come se non lo fosse, per la perversione l’istituzione è una finta, Lacan dice un puro sembiante, semblant, un gioco, perché l’istituzione è un gioco.
Se dell’istituzione se ne può fare a meno, è un impiccio al godimento l’istituzione, le regole istituzionali sono un impiccio al godimento, alla libertà del godimento che è l’unica forma di istituzione a cui il perverso crede, la libertà di godere senza limiti, senza ostacoli, senza rotture di scatole.
Perché questo è la democrazia per il perverso, una rottura di scatole, che implica tempi lunghi, discussioni, procedure; ma la democrazia è precisamente forma, non è sostanza perché se fosse sostanza sarebbe totalitaria e cadrebbe nella tirannide in fondo, la democrazia è pura forma perché deve mantenere vuoto il suo contenuto che le permette di rinnovarsi ogni volta, non è mai compiuta.
Mentre nella perversione la fede, perché il perverso ha fede, ha una fede speciale, la fede è anti istituzionale, c’è una sola fede che il perverso ha, ed è per la sua volontà di godere, l’unica cosa che conta, come diceva un ‘ maitre à penser ’ del nostro tempo Fabrizio Corona, intervistato su che cosa ne pensa lei delle notti di Arcore; è un signore anziano, ha 75 anni, passa il suo tempo a spendere il suo denaro in questo modo; Corona che è un uomo intelligente, con una sua furbizia, dice:
“ E’ a fine corsa”.
Qqui introduce il tema della morte; ‘a fine corsa’, cosa dovrebbe fare un uomo visto che il giro di giostra è uno solo, che non ce ne sarà un altro, deve giocare tutte le sue carte il più possibile e Fabrizio Corona in questa intervista che mi ha molto colpito, pone un problema etico radicale: che risposta abbiamo a questa considerazione così radicale, se questo è l’unico giro di giostra, perché rinunciare al godimento, perché rinunciare al bene, perché attribuire un senso alla rinuncia, ogni rinuncia è persa, e Lacan dice: per questo il motto del perverso è – perché no ! – che è la questione etica alla quale però dobbiamo trovare un argomento forte che possa rispondere a questa etica cinico materialista nella fede della volontà di godere, e con l’unica fede per la volontà di godere ne deriva, altra differenza rispetto al sistema totalitario, che la verità non esiste più, che la verità e la menzogna sono la stessa cosa.
Per questo che il perverso può mentire tranquillamente, non ha sensi di colpa, non ha vergogna, l’esperienza della vergogna è un’esperienza esclusa per il perverso, è il nevrotico che ha il senso di colpa e che poi alla fine dice sempre la verità, il nevrotico mente, cerca di ingannare, poi alla fine arriva a dire la verità e si pente, c’è un’esperienza di pentimento più o meno differita.
Nella perversione il pentimento non esiste, non c’è possibilità di pentimento, strutturale, perché se la verità non esiste, perché l’unica verità è la volontà di godimento, la menzogna è come la verità, e quindi si può dire una cosa oggi, una cosa domani, e se qualcuno fa notare che quello che hai detto ieri non è uguale a quello che hai detto oggi, questo non esiste, la verità è la menzogna. Ne deriva che non c’è concezione del mondo, non c’è weltanschaung nella perversione, ne deriva che il culto della libertà non è un culto ideale, la libertà non è un valore ideale, la libertà è l’espressione della volontà di godere, e dunque la massa non è più aggregata, ma è disgregata, fondamentalmente disgregata, tutti gli argomenti che il perverso utilizza di tipo ideale, ideologico, per esempio salviamo la patria dal comunismo è un argomento ideologico, lo è stato per la Democrazia Cristiana nel secondo dopoguerra, è un argomento ideologico, oggi è un argomento pubblicitario,  come vendere i panini, vendere una marca, dire che ci sono i comunisti che bisogna evitare, è uno spot pubblicitario che può ancora avere un senso, ma lo stesso culto della famiglia è uno spot pubblicitario, c’è una concezione pubblicitaria della politica, della politica ridotta a spot, lo spot dei rifiuti a Napoli, lo spot dei terremoti, lo spot di Lampedusa, cioè a me interessa mettere in luce questa dimensione senza verità dei discorsi, il problema non è rappresentare la verità, il problema è catturare il consenso e dunque il problema è pubblicità, non è un problema ideologico, il post ideologico si configura come in pubblicità, come la dimensione della pubblicità e dunque la comunità semplicemente non esiste, il bene comune semplicemente per il perverso non esiste. Chi è il nemico ? Sono i comunisti, sono gli immigrati?  No – il nemico nella logica del perverso è tutto ciò che ostacola l’accesso al proprio godimento.

Una risposta a Nuovo totalitarismo con deriva alla perversione

  1. Non comprendo l’impostazione: perché discutere una Tesi su forma & contenuto riguardo le istituzioni?

    Antitesi: l’unico contratto sociale sottoscrivibile da persone adulte – con diritti e doveri politici entro un determinato territorio- è il metodo per l’esercizio della libertà all’interno di quei confini territoriali & nelle relazioni col mondo esterno.

    Per l’esercizio delle libertà individuali – in relazione fra loro & con l’ambiente – il contratto sociale deve comunicare contenuti in forma sintetica; con unitarietà a ogni livello gerarchico (Europa, Stato, Regione, Municipio) .

    ——————————————————————————————
    Nota Bene si placet.
    L’evoluzione sociale implica l’educazione individuale per mezzo del confronto dialettico: la proposizione di una Tesi & di un’Antitesi consentono al Lettore un movimento ragionevole e agli Attori del Dialogo una possibilità di confronto aperto per sviluppare contenuti condivisibili

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