Ciò che stiamo per raccontarvi, riguarda noi, la nostra città, i nostri figli, e noi dovremmo vigilare su tutte e tre le cose.
Annibale Carracci era un pittore bolognese del ’600, c’è una scuola media Statale a Bologna del quartiere Costa-Saragozza intitolata a lui. Un orribile edificio degli anni ’70 opportunamente rallegrato da murales coloratissimi, (che mascalzoni!) In via Felice Battaglia, un piccolo pianoro pedecollinare incastonato tra la Villa Benni e la Villa Spada. Un campetto da basket, un campo da calcio, un parco naturale, un parchetto giochi, un nido costruito dopo una variante al piano regolatore, (giunta Cofferati assessore urbanistica Merola) nuovo progetto stradale, alberi abbattuti per un parcheggio sovradimensionato, comitato cittadini arrabbiati ecc. ecc.
Quando mio figlio, (oggi ventiduenne) frequentava le Carracci, mi raccontava di fili elettrici penzolanti, vetri rotti, scaffali in bilico.
Durante un incontro di comitato, feci presente al tecnico che forse oltre a costruire il nido (ostentatamente rivendicato come gioiello eco sostenibile) si sarebbe dovuto anche manutenere il vecchio, riferendomi alla scuola media. La risposta fu secca e inappellabile: “questo tipo di edificio non è ristrutturabile!”
Bene, l’anno scorso la scuola la cui utenza è di 300 ragazzi, non ha riaperto per inagibilità.
La lettera dell’amministrazione parlava di lavori di ristrutturazione o nel peggiore dei casi, demolizione e ricostruzione, avvertendo che le decisioni sarebbero state prese a breve e comunicate tempestivamente.
I ragazzi iscritti sono stati spostati alle Guinizzelli, a porta Saragozza Istituto Comprensivo n°8, molto disagio per alunni e genitori, è stato negato anche il servizio di bus scolastico, chiesto a gran voce.
Dopo il sopralluogo, si sarebbe dovuta rendere pubblica la situazione, le eventuali decisioni, indire un’assemblea per le parti in causa, insegnanti e genitori.
Sarebbe stato opportuno avere notizie prima del periodo delle iscrizioni all’anno scolastico 2010-2011 ma così non è stato.
Né ai genitori né agli insegnanti e dato sapere.
Quando ci sono mire su un luogo, quando ci sono progetti che potrebbero essere oggetto di critiche, quando certe decisioni possono dare luogo a proteste, l’amministrazione tace. Tacere è il sistema che regolarmente viene utilizzato per allungare i tempi, allentare la rabbia, creare una nuova situazione che modifichi la precedente, (si dirà probabilmente che non vi erano abbastanza iscritti…) tacere è prendere tempo, tacere è comodo, tacere è meno compromettente che rimangiarsi la parola, tacere però è un’ atto subdolamente violento, scorretto, e oso dire un po’ mafioso, tacere da adito a supposizioni, fa parlare gli altri, si insinuano dubbi che quasi sempre si riveleranno realistici, ma nel frattempo ci si abitua all’idea.
E poi, ci si può lamentare per supposizioni e “sentito dire”?
Via Battaglia non ha sbocchi carrabili, è un luogo goloso per le imprese di costruzione, e guarda un po’ i parcheggi sono già magicamente pronti, proprio quelli che il comitato di via Battaglia ha contrastato.
Io credo che il progetto di accorpamento sia stato progettato da tempo, e che tale situazione diventerà perenne. Ma la mia è una supposizione.
Questa è la storia di una scuola tolta al quartiere, ai ragazzi, la storia di un luogo che era stato identificato come un “polo scolastico,” un luogo che dagli anni ’70 ha visto generazioni di ragazzi che si trovavano ai “campetti” dove le rare automobili assicuravano la totale fruibilità pedonale a tutti, e che amputato della scuola ha perduto la sua identità.
Quello che si dirà è il mantra che abbiamo imparato a memoria:
Non ci sono i fondi.
Non c’è la giunta.
Mi pare tuttavia che in questi mesi il commissario abbia lavorato…e nel silenzio generale.
Sono state prese decisioni discutibili nel totale silenzio.
Il commissario però sui quotidiani parla sempre solo dei grafittari… una vera ossessione, la sua.
I genitori e gli insegnanti hanno mandato una lettera alla stampa, sono in attesa di pubblicazione e chiarimenti.
Dalla redazione di ControlloCittadino

Il Comune di Bologna si è comportato così in centro storico; la mia generazione (classe 1960) fino ai 3 anni è stata a casa con nonni & genitori, poi a Scuola Materna a pagamento o presso Istituti Religiosi con rette differenziate in base alle possibilità economiche delle famiglie.
Ricordo che alle Scuole Elementari Manzolini e Medie Guinizelli di Via Sant’Isaia (ora polo museale e archivistico) pioveva in alcune aule, oltre ad essere fra i 30 e i 35 alunni per classe.
Il controllo e la vigilanza c’erano allora come ci sono anche oggi.
Ma senza dialettica sono inutili: se manca la volontà di confronto costruttivo nell’interlocutore il monologo diventa sterile perdita di tempo.
Quando al Ginnasio Minghetti ci siamo trovati in 4 genitori alla prima riunione, come alle Medie sono stata eletta rappresentante di classe (per mancanza di altri candidati): accortosi che c’era qualcuno nell’aula di votazione è arrivato il vicedirettore (fac totum perchè la Direzione cambia spesso per motivi politici) a dirci ridendo che stavamo perdendo tempo (sic!) in quanto la sua scuola era degli docenti & degli studenti, non delle famiglie.
Ho commentato che era stata la sua parte politica a volere che venissero eletti rappresentanti di classe e d’istituto anche fra i genitori dei minori nella scuola dell’obbligo . Ha chiuso il confronto affermando che nel 1974 era stata un’ottima idea per tenere impegnati i genitori.
Meditate gente, meditate.
Cordialmente
1 elettrice votante.
Il commisario non doveva ingannare nessuno con quella faccia da nonnetta. Si sa che le nonne sannno essere cattivissime. Lei è stata messa qua per fare gli affari della destra. Ricordo questo perche mi ricordo qualcuno trovava simpatica la Cancellieri all’inizio e pensava che fosse in buona fede. Bologna deve riprendersi la sua città prima che venga sommersa da parcheggi, auto, aggressività. Ops! Troppo tardi.
Un saluto a Alba.
Jo.